Guarire dal disturbo ossessivo-compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una tra le patologie più invalidanti nelle diverse forme di disturbo psichico e anche tra le più resistenti al cambiamento. È caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. I pensieri ossessivi, consistono in immagini mentali o pensieri, sono di natura intrusiva ed irrazionale e generano molta paura nella persona che ne soffre. Le compulsioni sono dei rituali comportamentali (azioni ripetitive) o mentali (ripetizione di formule magiche, parole, numeri) che la persona ha necessità di mettere in atto per alleviare la paura generata dall’ossessione. Questo accade nonostante nella maggior parte dei casi ci si renda perfettamente conto dell’irragionevolezza delle proprie ossessioni. L’individuo arriva a sentirsi completamente intrappolato nella morsa dell’esecuzione dei rituali, proprio perché il tentativo di controllare l’ansia è talmente ben riuscito da non poterne fare a meno. Quando il disturbo si è costruito, infatti, ciò che diventa un tormento per la persona, non è più la paura originaria, ma l’impossibilità di cessare l’esecuzione dei rituali. In una fase iniziale, a causa di un forte senso di vergogna, la persona esegue i suoi rituali da solo, lontano dallo sguardo altrui; successivamente, se il disturbo non viene curato e i rituali cominciano ad aumentare e ad occupare gran parte della giornata, l’esecuzione degli stessi coinvolge in modo più o meno diretto anche familiari ed amici.

Tipologie di rituali compulsivi e tentate soluzioni

Tipologie di rituali compulsivi

Guarire dal disturbo ossessivo-compulsivo

Nonostante esista una regolarità nella strutturazione del disturbo ossessivo-compulsivo, ossia dei meccanismi comuni a tutti i pazienti affetti da questa patologia, le reazioni e le motivazioni sottostanti possono essere diverse. Il disturbo nella sua manifestazione attraverso i rituali, può assumere tre principali forme in base allo scopo dei rituali stessi: preventivi, propiziatori e riparatori. Vediamoli nel dettaglio.

  • Tipo preventivo: esecuzione di determinati rituali per evitare che accada qualcosa di cui si ha paura (ripetizione di azioni in sequenza prima di uscire da casa per evitare incidenti ad esempio);
  • Tipo propiziatorio: rituali messi in atto volti a propiziare che accada ciò che si desidera (indossare sempre la stessa maglia prima di un esame o ripetere delle formule magiche, ad esempio);
  • Tipo riparatorio: i rituali servono per proteggere da qualcosa che è già accaduto (lavarsi le mani ripetutamente per eliminare lo sporco, per esempio);

Generalmente le tentate soluzioni messe in atto dalla persona per gestire il disagio creato da questo disturbo sono:

  • evitamento di ciò che spaventa: tutto ciò che viene evitato allieva la paura solo momentaneamente perché al tempo stesso conferma la pericolosità della situazione evitata;
  • richiesta di aiuto o rassicurazione: le persone vicine che aiutano con l’intento di proteggere la persona, confermano la sua incapacità di gestire in maniera autonoma la situazione. Come suddetto, molti che soffrono di DOC provano un senso di vergogna per cui questa tentata soluzione non è adottata da tutti;
  • esecuzione di rituali che, talvolta, possono essere così complicati e creativi da sfiorare il grottesco.

Con il passare del tempo, queste tentate soluzioni diventano patologiche e stabiliscono un sistema che si auto-alimenta. Questo accade perché sia i rituali sia le strategie di evitamento confermano la veridicità della fobia di base, che a sua volta incrementa ulteriormente la necessità di eseguire i rituali e/o le strategie di evitamento, e così via. In questo modo la persona finisce nella trappola del circolo vizioso in continua escalation.

Terapia Breve Strategica

Guarire dal disturbo ossessivo-compulsivo

Le tre differenti tipologie di rituali si basano su tre logiche diverse e proprio per questo la ricerca-intervento condotta dal Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo ha individuato una specifica modalità di intervento per ciascuna di esse. L’intento è quello di destrutturare la sequenza dei rituali, attraverso l’utilizzo di particolari tecniche e strategie, bloccando tutte le tentate soluzioni messe in atto, causa della persistenza del disturbo. Le tecniche utilizzate aiutano il paziente a riassumere il controllo sul sintomo. Le prescrizioni terapeutiche vengono adattate allo specifico rituale compulsivo del paziente costringendo i sintomi ad auto-annullarsi. Una volta eliminata la sintomatologia, il terapeuta deve lavorare affinché la persona costruisca una nuova realtà che dovrà persistere nel tempo.

Per approfondimenti.

Paura di farsela addosso

Tricotillomania

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