Disturbo ossessivo la mente contro i pensieri intrusivi

Disturbo ossessivo la mente contro i pensieri intrusivi. La persona che soffre del Disturbo Ossessivo presenta una serie di rimuginazioni continue che si manifestano con pensieri intrusivi (parole o immagini) che, a differenza del disturbo ossessivo-compulsivo, non si traducono in azioni. Tale disturbo può risultare talmente invalidante che la persona non riesce a svolgere le usuali attività quotidiane. I pensieri o le immagini persistenti, infatti, causano forte ansia e disagio. Una caratteristica importante del disturbo ossessivo è che la persona che ne soffre sente di non aver alcun tipo di controllo su questi pensieri.

 

Quali sono i pensieri intrusivi più frequenti?

Si potrebbe dire che i pensieri intrusivi sono tanti quanto l’originalità della nostra mente ne riesca ad immaginare. Tuttavia, durante la pratica clinica emerge che ci sono particolari tipi di pensieri più frequenti di altri. Tra questi:

  • paura della contaminazione
  • paura di farsi del male o di far del male a persone care
  • paure legate alla sfera sessuale (paura di essere omosessuale, immagini pornografiche, pedofilia etc.)
  • paura di perdere il controllo del proprio corpo (farsela addosso, svenire etc.)
  • paure legate a dubbi (gas aperto, aver investito qualcuno etc.)
  • paura di soffrire di una grave malattia mentale

 

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Paura della contaminazione

Disturbo ossessivo la mente contro i pensieri intrusivi

Ciò che accomuna i pensieri intrusivi, aldilà del loro contenuto, è il timore costante di perdere il controllo di sé e compiere involontariamente un atto immorale o contrario ai propri principi etici.

Disturbo ossessivo e tentate soluzioni

Quali sono le principali tentate soluzioni messe solitamente in atto dalle persone che presentano questo disturbo?

CONTROLLO DEI PENSIERI

Di fronte a tale continua rimuginazioni la persona cerca di controllare questi pensieri o immagini al fine di scacciarli, ma l’unico risultato che ottiene è di farli aumentare sempre più. Il controllo può avvenire secondo diverse modalità: cercare di distrarsi, sforzarsi di tenere i pensieri su uno sfondo neutrale, scacciare i pensieri sostituendoli con altri più accettabili. Questi tentativi risulteranno fallimentari, “pensare di non pensare, vuol dire pensare ancora di più”; il risultato finale è quello di amplificare in modo paradossale ciò che si vorrebbe ridurre, finendo per rimanere intrappolati e per alimentare il pensiero intrusivo.

PARLARE DEL PROBLEMA E/O RICHIEDERE RASSICURAZIONI

Un’altra modalità disfunzionale consiste nel “parlare del problema “, nel tentativo di trovare una soluzione e/o a chiedere rassicurazioni a familiari o amici rendendo le paure ancora più reali. Anche in questi casi, nel tentativo di esorcizzare la paura, si finisce per metterla sotto un grande riflettore rendendola reale. Inoltre, se in un primo momento la persona si sente rassicurata e confortata, in una fase successiva sperimenterà un graduale di senso di incapacità personale tale da rendere le proprie paure ancora più reali.

EVITAMENTO

In altri casi chi soffre di disturbo ossessivo tende ad evitare situazioni, persone o circostanze che potrebbero attivare il pensiero intrusivo. Attraverso questa tentata soluzione, come nelle precedenti, la persona si sentirà inizialmente rassicurata dal non dover affrontare le proprie paure. Tuttavia, ogni cosa evitata diventa ancora più terrificante e si farà fatica a comprendere l’infondatezza dei propri pensieri intrusivi.

RITUALI COMPORTAMENTALI O MENTALI

Nel tentativo di placare l’ansia provocata dai pensieri intrusivi, la persona potrebbe cominciare a mettere in atto dei rituali comportamentali o mentali. In questo caso si potrebbe avviare verso la strutturazione di un altro disturbo, ovvero il disturbo ossessivo-compulsivo. Il rituale ha la funzione di sedare l’ansia e dare un’apparente sensazione di avere il controllo della situazione. Come spesso accade, la tentata soluzione diventa il problema perché i rituali cominceranno ad interferire con la normale attività quotidiana, pregiudicando il benessere individuale e familiare.

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Intervento strategico

Disturbo ossessivo la mente contro i pensieri intrusivi

Intervento strategico nel disturbo ossessivo

Nell’intervento terapeutico del disturbo ossessivo è necessario, innanzitutto, discriminare quest’ultimo da altri disturbi riconducibili alla matrice ossessiva. In particolare il pensiero che arriva è sempre lo stesso e si ripete in modo compulsivo (rito mentale) o il pensiero arriva sotto forma di domanda alla quale la persona cerca di dare una risposta, innescando il meccanismo delle domande e risposte senza fine (dubbio patologico)?

L’obiettivo terapeutico è fare in modo che la persona arrivi a riprendere il controllo del pensiero ossessivo, attraverso l’intervento sulle disfunzionali tentate soluzioni e sull’utilizzo di tecniche paradossali. Una tra queste suggerisce di portare volontariamente alla mente e concentrare tutti i pensieri intrusivi ogni ora per cinque minuti, rinviando all’ora successiva tutti i pensieri che dovessero presentarsi nell’arco temporale tra un’ora e l’altra.  

Questa tecnica aiuta la persona a rendere l’ossessione volontaria e a farle sperimentare un nuovo modo di percepire la sua realtà.

Per approfondimenti:

Come uscire dalla trappola del dubbio patologico

Paura di uccidere persone care

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