Autori di Stalking

Autori di Stalking. Il fenomeno dello stalking è vissuto da molte persone ma conosciuto, nella sua manifestazione e nei suoi effetti, ancora da pochi. Spesso accade, infatti, che le vittime degli agiti di stalking subiscano tali comportamenti senza che li abbiano etichettati a livello percettivo come comportamenti molesti o lesivi; allo stesso modo, gli autori di stalking, dal loro punto di vista, possono non percepirsi tali.

L’amore può superare qualunque ostacolo ma non quello che ne segna la fine. 

G. Soriano

L’Osservatorio Nazionale sullo Stalking ha stimato che in Italia, su 9600 persone con età compresa tra 17 e 80 anni, il 70% delle vittime risulta appartenere al genere femminile (30% maschile).
Il persecutore è un ex, nel 55% dei casi, un familiare nel 5%, un collega di lavoro o di scuola nel 15% dei casi, un vicino di casa nel 25%delle situazioni.

Cos’è lo stalking

Il termine stalking definito anche come “sindrome del molestatore assillante”, deriva dall’inglese “to stalk” che significa “appostarsi” e fa riferimento all’atteggiamento di chi mette in atto molestie assillanti. Tra i comportamenti tipici messi in atto dallo stalker nei confronti della vittima troviamo: contatti indiretti (appostamenti o pedinamenti), diretti (visite a “sorpresa” a casa o in altri luoghi frequentati dalla vittima, invio di regali) e comunicazioni intrusive attraverso continue telefonate e/o invio di sms ed e-mail.

Caratteristiche del comportamento degli autori di Stalking

Il comportamento degli autori di stalking è caratterizzato da tre elementi che lo distinguono da condotte simili ma non ad esso riconducibili:

  • lo stalker agisce in maniera consapevole ed intenzionale nei confronti di una persona che è vittima, in quanto legata a lui da un rapporto affettivo basato su una relazione che può essere reale, ma anche solamente immaginata;
  • lo stalking si manifesta in una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto che sono caratterizzati dalla ripetizione, dall’insistenza e dall’intrusività;
  • la pressione psicologica legata al comportamento dello stalker crea nella vittima uno stato di angoscia, allerta, emergenza, stress psicologico, preoccupazione e paura per la propria incolumità o per quella dei propri cari.

Tipologie di Stalker secondo Mullen et al. (1999) e reazioni della vittima

Dietro a comportamenti di molestia tipici dello stalking, possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. Mullen et al., (1999) in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers sono giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers, suddivisi in base a differenti bisogni e desideri e in base alla relazione con la vittima.

Autori di stalking
Tipologie di Stalker secondo Mullen et al. (1999)

Autori di Stalking

Il “Risentito”

Ritiene di aver subito un torto o un danno ed è spinto dal desiderio di vendicarsi. I comportamenti messi in atto dallo stalker saranno aggressivi e carichi di rabbia. Ciò nonostante non saranno sufficienti nella sua percezione poiché, pur provando un’iniziale soddisfazione attraverso l’atto della vendetta, lo stalker non accetta il rifiuto della vittima e la sua rabbia aumenta inducendolo a continuare.

Il “Corteggiatore incompetente”

Fortemente motivato dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore, mette in atto comportamenti molesti, maleducati ed inappropriati a causa delle scarse abilità sociali. La vittima in genere sfugge ai tentativi di entrare in relazione ed il rifiuto viene negato e reinterpretato dallo stalker che sviluppa la convinzione che la sua vittima abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta.

Il “Bisognoso d’affetto”

E’ spinto a tal punto dal desiderio di ricevere affetto e vicinanza emotiva, da costruire nella sua mente la relazione con la vittima partendo da una lettura distorta di comportamenti neutri, come un sorriso o un gesto gentile. Questa categoria include anche la forma definita “delirio erotomane”, in cui il bisogno di affetto viene erotizzato e lo stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a cui lei resiste.

Il “Rifiutato”

Persecutore assillante che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che vuole ristabilire la relazione oppure vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due obiettivi, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo. La persecuzione rappresenta, soprattutto in seguito alle reazioni negative della vittima, una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Con questo tipo di stalker è estremamente elevata la probabilità di morte della vittima se non si interviene in maniera tempestiva. In questi casi la vittima, soprattutto in una fase iniziale, si comporta in modo tal da non ferire il predatore, per questo risponde alle telefonate, ai messaggi o cede davanti alle proposte di incontro. Tutti questi comportamenti producono effetti disastrosi perché lo stalker non è in grado di leggere i segnali di rifiuto e si sente incoraggiato ad insistere nelle persecuzioni, fino a sviluppare una vera e propria ossessione.

Il “Predatore”

E’ quel tipo di molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata, nel tentativo di ottenerne il possesso e il controllo totale. Questo genere di stalker può colpire anche bambini e rientrano, in questa categoria, pedofili, esibizionisti o feticisti. La vittima vive in maniera ancora più forte il senso di vergogna, a causa della quale ha più difficoltà a chiedere aiuto.
Dopo questo breve excursus sulle classificazioni degli autori di stalking ci concentreremo, nel prossimo articolo, su come le vittime vivono la situazione persecutoria, quali comportamenti mettono in atto nel tentativo di difendersi, quali conseguenze psicologiche ci sono dietro ad un comportamento di stalking e come è possibile difendersi.

Per approfondimenti:

  • Barsotti A., Desideri G. Stalking. Quando il rifiuto di essere rifiutati conduce alla violenza – Ponte alle Grazie, 2011
  • Ministero della Giustizia, Direzione Generale di Statistica: STALKING. Indagine statistica attraverso la lettura dei fascicoli dei procedimenti definiti con sentenze di primo grado”.

Comprendere lo Stalking

Conseguenze psicologiche per le vittime

Violenza domestica

Fasi della violenza secondo Lenore E. Walker
Logo Isabel De Vincentiis Psicologa Roma Eur

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio (Iscrizione N. 17114), Psicoterapeuta ed Ipnoterapeuta, svolgo a Roma attività privata di consulenza psicologica, Psicoterapia Breve Strategica e Ipnosi Ericksoniana rivolta all’individuo, alla coppia e alla famiglia. Nello svolgimento della mia attività professionale il riconoscimento e la valorizzazione dell’unicità della persona, delle sue risorse individuali è una costante dell’intero processo terapeutico, volto al benessere, all’autonomia e al superamento delle difficoltà presentate, all’interno di una relazione terapeutica non giudicante, accogliente e basata sulla fiducia.

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