Tricotillomania tra dolore e piacere

Tricotillomania tra dolore e piacere. La tricotillomania è il desiderio incontrollabile di strapparsi i capelli causandone una notevole perdita e lesioni molto estese, le ciglia o le sopracciglia e, più raramente, i peli di altre parti del corpo. La tricotillomania può essere limitata a particolari situazioni, momenti o luoghi.

Questa tendenza compulsiva a strapparsi i capelli inizia spesso, come dimostrano le ricerche sull’argomento, nella prima infanzia, in presenza di situazioni sociali difficili o di un evento scatenante, specialmente nei bambini più timidi o ansiosi e tende a persistere nel tempo come vizietto piacevole. Infatti, come dimostra la ricerca-intervento condotta negli anni dalla Scuola di Terapia Breve Strategica di Arezzo, la tricotillomania è un disturbo ossessivo compulsivo basato sul piacere e/o sulla ricerca di sensazioni forti, qualora si individuasse la compresenza di altri comportamenti altrettanto collocabili sul confine tra dolore e piacere. Ed è proprio la connotazione piacevole legata al rito ripetuto che prende il sopravvento sul dolore, a creare la persistenza del disturbo ed un’elevata resistenza al cambiamento.

“Il confine tra piacere e dolore é talmente sottile che spesso é impercettibile e le due cose si uniscono”.

La persona affetta da tricotillomania avverte un forte senso di ansia e tensione che si allevia solo nel momento in cui strappa i capelli o i peli e pur rendendosi conto della compulsione, spesso la nega, per imbarazzo o disagio.

Tricotillomania

Tricotillomania, forte senso di ansia e tensione

Tricotillomania tra dolore e piacere

Curare la tricotillomania con la terapia breve strategica

Nei casi di tricotillomania, l’obiettivo terapeutico consiste è rendere in grado la persona di riprendere il controllo dell’ossessione, di trasformare la sensazione di base, ovvero il piacere, in avversione e ricostruire un nuovo equilibrio destinato a mantenersi nel tempo. La Terapia Breve Strategica ha costruito in intervento ad hoc per questa particolare tipologia di disturbo ossessivo-compulsivo, aggirando le resistenze al cambiamento.

Ritualizzare il rituale” è una tecnica che consiste nello strutturare appuntamenti forzati con il rito ogni ora davanti ad uno specchio, aumentando progressivamente il tempo tra gli appuntamenti quando la compulsione si riduce, finché la compulsione non viene completamente destrutturata. Con questa prescrizione cambia la sensazione che è alla base, la persona comincia a sviluppare gradualmente avversione, in luogo del dolore che diventa piacere, poiché si rende volontario e ricercato qualcosa che in origine era spontaneo e libero.

Per approfondimenti:

Il dubbio ossessivo

Dubbio di essere omosessuale

Autolesionismo e disordini alimentari

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