Domande Frequenti

 
 
 

  • Che differenza c’è tra una consulenza breve strategica e un intervento psicoterapeutico?

    La Consulenza Breve Strategica è indicata per tutti quei problemi momentanei e circoscritti, sia personali che relazionali, che non ostacolano l’usuale svolgersi della vita, ma che ugualmente creano sofferenza nella persona che li sperimenta. Non sempre, quindi, è necessario intraprendere un percorso terapeutico, indicato quando, la situazione diventa molto invalidante e predominante in diversi ambiti della vita della persona.In genere la Consulenza interessa problemi legati ad una comunicazione disfunzionale nella coppia, problemi di studio, blocco della performance, miglioramento della relazione tra genitori e figli o tra colleghi, oppure una particolare difficoltà, nelle sue fasi iniziali, che rischia di diventare un problema strutturato se non si interviene tempestivamente.Un intervento psicoterapeutico è indicato per tutti i disturbi psicologici fortemente impedenti, ovvero caratterizzati da una sintomatologia acuta (ansia, attacchi di panico, fobie, ossessioni, compulsioni, ipocondria, depressione, disordini alimentari etc.) che ostacolano la quotidianità di una persona.

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  • Quanto può durare una terapia breve strategica?

    La terapia breve strategica si caratterizza per essere un intervento psicologico psicoterapeutico breve e focale, orientato alla risoluzione del problema presentato fin dalle prime sedute. A seconda del problema presentato, il terapeuta si pone come obiettivo quello di raggiungere dei reali e significativi cambiamenti o lo sblocco del problema, a seconda della sua gravità, in 10 sedute. Nella maggior parte dei casi, l’intervento complessivo non supera le 20 sedute. Poiché il metodo utilizzato è quello della ricerca-intervento, lo psicoterapeuta verifica costantemente, insieme al paziente, l’efficacia del trattamento.

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  • Qual’è la frequenza delle sedute?

    Solitamente, salvo casi particolari, gli incontri si svolgono con una frequenza quindicinale. Dopo lo sblocco del problema presentato la cadenza delle sedute si dilata nel tempo arrivando ad incontri concordati ogni 3 settimane, ogni mese, ogni due mesi etc. fino alla conclusione della terapia. Le motivazioni per cui la cadenza delle sedute sono così distanziate rispetto ad altre tipologie di Psicoterapie sono diverse. Nelle prime fasi, lavorando con le prescrizioni terapeutiche che si utilizzano all’interno del trattamento, è necessario avere a disposizione un arco temporale utile per verificarne l’effetto; nelle fasi centrali e conclusive è importante che il paziente consolidi nel tempo le nuove capacità acquisite per poter fare affidamento unicamente a se stesso a alle sue risorse personali. Ulteriore ragione è quella di evitare che il paziente sperimenti la sensazione di sentirsi dipendente dalla figura dello psicoterapeuta.

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  • Quanto dura una seduta?

    La durata di una seduta di Psicoterapia Breve Strategica non segue rigide schematizzazioni. Può variare dai venti minuti ad un’ora, a seconda della fase del trattamento in cui si trova la persona e del tipo di problema che presenta e dagli obiettivi che si intendono raggiungere in ogni incontro. La filosofia dell’intervento strategica è lavorare nella maniera più accurata e approfondita possibile, per il tempo necessario a raggiungere questo scopo.

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  • La psicoterapia strategica può aiutare persone restie a recarsi dallo psicologo o da uno specialista?

    Generalmente, un intervento psicoterapeutico rivolto ad una persona non intenzionata a seguire il trattamento è totalmente inefficace. Tuttavia, lo psicoterapeuta strategico può utilizzare in questi casi, la terapia indiretta, ovvero può lavorare attraverso i familiari e non direttamente sulla persona portatrice del problema. In questi casi i familiari verranno guidati a mettere in atto delle strategie ad hoc, che avranno l’obiettivo di rompere l’equilibrio disfunzionale stabilitosi utilizzando, quando necessario, strategie per fare in modo che sia la persona stessa a chiedere di venire in terapia con i familiari. La terapia indiretta viene utilizzata nella maggioranza dei casi, quando il problema riguarda i bambini, preferendo lavorare con i genitori e ottenere i cambiamenti desiderati attraverso i familiari significativi di riferimento.

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  • La psicoterapia breve strategica prevede l’utilizzo di farmaci?

    No, l’intervento è psicologico e psicoterapeutico e non prevede l’utilizzo di farmaci. Se il paziente ha una terapia farmacologica in corso, una volta raggiunta l’estinzione del problema, in accordo con il medico curante e/o psichiatra il paziente potrà scalare i farmaci.

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