Disturbo da Attacchi di Panico

Disturbi d'ansia
Disturbo da Attacchi di Panico

Disturbo da Attacchi di Panico

Disturbo da Attacchi di Panico. Un Disturbo da Attacchi di Panico corrisponde a un periodo preciso durante il quale vi è l’insorgenza improvvisa di intensa apprensione, paura o terrore, spesso associati con una sensazione di catastrofe imminente. Durante gli attacchi di panico sono presenti sintomi fisici come dispnea, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, sensazione di asfissia o di soffocamento, caratterizzati dalla percezione di paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo del proprio corpo. Generalmente il primo episodio di panico è del tutto casuale, imprevisto e spaventa moltissimo la persona. Le reazioni che l’individuo avrà in seguito a questo episodio determineranno l’instaurarsi o meno della patologia fobica.
Se vi è una forte preoccupazione per il prossimo attacco, la persona tenderà a mettere in atto tutta una serie di precauzioni per cercare di evitarlo e per proteggersi.

Tentate soluzioni nel disturbo da attacchi di panico

La paura estrema porta la persona a mettere in atto una serie di tentativi di soluzione della situazione che, come spesso accade, piuttosto che risolvere il problema lo mantengono, lo incrementano creando un circolo vizioso patogeno.
Di fronte ai minimi segnali indicatori di un possibile attacco di panico imminente (variazione del ritmo cardiaco o respiratorio ad esempio), la persona comincia ad osservare attentamente questi segnali nel tentativo di tenerli sotto controllo, finendo per perdere il controllo e per scatenare il temuto attacco di panico.

1) Evitamento delle situazioni ritenute pericolose

I luoghi associati alla manifestazione degli attacchi di panico vengono accuratamente evitati e la persona si sente temporaneamente al sicuro fino a quando il senso di incapacità di affrontare le situazioni diventerà così dilagante da estendere l’evitamento ad altri luoghi o situazioni. In alcuni casi le persone affrontano la paura ma con estrema difficoltà e sofferenza, in altri casi, se proprio sono costretti ad affrontare la situazione perché non possono evitare ricorrono ad altre strategie “precauzionali” come ad esempio all’assunzione di un farmaco al bisogno, allo studio accurato di vie di fuga in caso di malore se si trovano in luoghi affollati o si fanno accompagnare da persone fidate in caso di soccorrerli in caso di necessità.

2) Richiesta di aiuto

Sopraggiunge questa tentata soluzione quando la persona non può evitare la situazione tanto temuta. L’aiuto prontamente offerto da amici e familiari dietro richiesta contiene un messaggio ambivalente: da un lato si comunica al panicante “ti aiuto perché a te ci tengo”, dall’altro “ti aiuto perché da solo non sei capace”. Come si può immaginare, a lungo andare il secondo messaggio, più subdolo del primo, contribuisce alla costruzione e all’incremento del senso di incapacità e a peggiorare la situazione anziché migliorarla.

3) Parlare del proprio problema

Basata sull’illusione di esorcizzare la paura, questa tentata soluzione si rileva, nei suoi effetti, particolarmente inefficace. Parlare del proprio problema con qualcuno disposto ad ascoltarci e a consigliarci, su come si presenta e su quali sono le sensazioni provate, contribuisce a rendere il problema sempre presente e, paradossalmente, ad aggravarlo.

Il disturbo da attacchi di panico può essere accompagnato da Agorafobia, caratterizzata da intensa ansia o evitamento di luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di un attacco di panico.
L’obiettivo della Terapia Breve Strategica è la rottura del rigido sistema percettivo-reattivo dentro la quale la persona si è intrappolata, agendo sulle sue tentate soluzioni disfunzionali, attraverso l’utilizzo di specifici protocolli messi a punto in più di venti anni di esperienza clinica e che dimostrano un’efficacia terapeutica della Terapia Brave Strategica, per questa particolare area, pari al 95% di casi risolti.

Disturbo da attacchi di Panico

Attacchi di panico e Agorafobia

Disturbo da attacchi di Panico

La tecnica della “Peggiore Fantasia”

La ricerca-intervento condotta dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo, ha messo a punto un protocollo specifico di trattamento per la risoluzione, in tempi brevi (normalmente sotto le 10 sedute), di questo invalidante disturbo. La manovra d’elezione per destrutturare la percezione sottostante agli attacchi di panico è la peggiore fantasia: si tratta di una tecnica paradossale basata su un antico stratagemma, quello dello “spegnere il fuoco aggiungendo la legna”. Con questa prescrizione si chiede al soggetto di andare a cercare volontariamente, ogni giorno, tutte le angosce, le paure e le peggiori fantasie riconducibili alle proprie paure all’interno di uno spazio ed un tempo predefinito. Ci sono due possibili effetti di questa prescrizione, in entrambi i casi, la sintomatologia ansiosa si riduce fino ad annullarsi.

Disturbo da attacchi di Panico

Tecnica della Peggiore Fantasia

Disturbo da attacchi di Panico

Curiosità: il termine Panico deriva dal nome dell’antico Dio greco Pan, più simile ad un animale che ad un uomo: il corpo era coperto di ruvido pelo, la bocca si apriva su una serie di zanne ingiallite, il mento terminava con un`ispida barba, dalla fronte si dipartivano due corna ed al posto dei piedi aveva due zoccoli caprini. Proprio il suo aspetto fisico generava terrore nelle ninfe che fuggivano alla sua presenza. Da questa situazione nasce il panico delle ninfe.

Per approfondimenti:

  • Nardone G., Valteroni E. La terapia degli attacchi di panico – Ponte alle Grazie – 2016
  • Nardone G. Non c’è notte che non veda il giorno. La terapia in tempi brevi per attacchi di panico – Ponte alle Grazie – 2003
  • Nardone G. Oltre i limiti della paura – Rizzoli – 2000
  • Nardone G.Paura, panico, fobie – Ponte alle Grazie – 1993

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